29 set 2010

4 ottobre 2010 giornata internazionale degli inquilini

Le Nazioni Unite hanno fissato il primo lunedì del mese di ottobre, di ogni anno, una giornata in tutto il mondo per sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sui temi dell’ambiente e dell’affitto.
L’idea è di riflettere sullo stato delle nostre città e il diritto fondamentale di tutti, a un alloggio adeguato. Questo momento è inoltre destinato a ricordare al mondo la sua responsabilità collettiva per il futuro dell’habitat umano.
Quest’anno le Nazioni Unite hanno scelto un tema e uno slogan: “Better City, Better Life” migliori città, migliore vita, per evidenziare la nostra visione collettiva di un mondo urbano sostenibile, che sfrutta le potenzialità e le possibilità, mitiga le diseguaglianze e le disparità, e fornisce una casa per persone di tutte le culture, razze, età, ricche e povere.
La giornata internazione dell’inquilino è sostenuta anche dallo IUT (Unione Internazionale degli Inquilini) e verrà celebrata anche in Italia con alcune iniziative unitarie di Sunia, Sicet e Uniat.

18 giu 2010

COMUNICATO STAMPA

Roma, 16 giugno 2010

MANOVRA: PREVISTI TAGLI AL FONDO PER GLI INQUILINI IN DIFFICOLTA’.
SUNIA, SICET E UNIAT UIL: LE RISORSE SI RECUPERINO DAL CONTRASTO ALL’EVASIONE NEGLI AFFITTI.


I tagli della manovra andranno a colpire anche il fondo di sostegno per gli affitti. Il contributo, che viene erogato agli inquilini in difficoltà nel pagamento del canone a causa della forte incidenza tra l’affitto e i loro redditi, nel 2011 scenderà all’irrisoria somma di 98 milioni di euro. Ma le sforbiciate al sostegno delle famiglie in affitto non si fermano qui. Con la riduzione dei trasferimenti alle regioni, commentano i Segretari Generali di SUNIA, SICET e UNIAT UIL: Chiriaco, Piran e Pascucci gli inquilini verranno penalizzati due volte. Molte regioni infatti hanno già annunciato il taglio alle loro politiche sociali ed in queste rientrano anche per la loro quota i contributi per l’affitto.
Una situazione incompatibile, hanno dichiarato i sindacati inquilini, con i dati drammatici del disagio abitativo che indicano, attraverso i 120 mila sfratti per morosità, le difficoltà di chi perde occupazione e casa.
Il paradosso per SUNIA, SICET e UNIAT UIL è che le richieste del fondo tra il 2000 e il 2009 sono salite del 300%, raggiungendo quota 320mila, mentre i finanziamenti nello stesso periodo sono scesi del 60%, nel 2000 erano 361 milioni di euro.
Per i sindacati è necessario, in questa fase di pesante disagio abitativo, aumentare il sostegno agli inquilini e la strada da percorrere per trovare le risorse è quella della lotta all’evasione, particolarmente presente negli affitti. Tracciabilità e contrasto di interessi sono le due parole d’ordine di SUNIA, SICET e UNIAT UIL. E’ necessario che in sede di conversione, il Parlamento introduca l’obbligo di pagamento dell’affitto con modalità tracciabili. SUNIA, SICET e UNIAT UIL ritengono prioritario assicurare la calmierazione del mercato degli affitti rafforzando il canale concordato anche attraverso la cedolare secca sui redditi da locazione assieme a detrazioni a favore degli inquilini, in misura analoga a quella dei mutui. L’insieme di queste misure consentirebbe di completare l’intervento anti evasione.
Un miliardo di euro è la stima del possibile recupero attraverso queste misure, risorse utili al Paese per un sostegno alle politiche abitative pubbliche.

5 mag 2010

Crescono del 18,74% gli sfratti in Puglia nel 2009: SICeT Cisl di Puglia, occorrono misure urgenti per i ‘senza tetto’

Se il 2008 è stato l’anno che ha fatto registrare una vera e propria esplosione degli sfratti per morosità in Puglia, nel 2009, dai primi dati diffusi dal servizio statistico del ministero degli Interni, la tendenza si attesta verso una ulteriore crescita dei provvedimenti di sfratto pari al 18,74% contro una media nazionale del 17,58% .
A livello provinciale la variazione rispetto all’anno precedente vede la provincia di Foggia influenzata negativamente da un + 111,81%, Bari l’8,50%, Lecce e Taranto rispettivamente + 4,53% e + 18,64%, mentre solo la provincia di Brindisi fa registrare un meno 24,49% a causa del record negativo di sfratti nel 2008.
Tra le regioni meridionali la Puglia si colloca tra le prime posizioni per numero di sfratti preceduta solo dalla Basilicata (+ 20,31%). Mentre al Sud la Campania segna un + 10,75%, la Calabria +3,25% e la Sicilia + 11,29%.
Altro dato inquietante riguarda le richieste di esecuzioni degli sfratti che in Puglia sono aumentati del 47%.
“Per il SICeT Cisl di Puglia – secondo il Segretario generale, Paolo Cicerone – occorre, come più volte denunciato, che Governo e Regione, insieme ad una politica abitativa finalizzata a soddisfare le esigenze di lavoratori, pensionati, immigrati e giovani, producano provvedimenti mirati alla morosità incolpevole per contrastare efficientemente il dilagare di chi resta senza un tetto”.

1 mar 2010

BAGNASCO IN VISITA ALLA MENSA DEI POVERI

«Immigrati, accoglienza nel rispetto delle
regole»
L'integrazione «è un processo insito nel Vangelo e nella fraternità cristiana» ma, per essere attuato
al meglio, esige «educazione e rispetto delle regole, dei principi, della sicurezza e dell’ordine». Ad
affermarlo l’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, ieri mattina
a Genova, in occasione dell’avvio della campagna "Zero poverty" promossa da Caritas Europa in
collaborazione con le Caritas nazionali. «L’integrazione - ha aggiunto - comporta diritti e doveri da
tutte le parti» e «la carità evangelica è andare incontro a chi ha bisogno, nel rispetto delle regole,
dei principi, della sicurezza e dell’ordine». Rispondendo ad una domanda in merito ai disordini di
sabato sera in via Padova a Milano, il cardinale ha citato l’esempio dei numerosi centri
d’accoglienza ecclesiali nei quali «si viene accolti», si trovano «una parola buona, accoglienza,
fraternità ed un pasto, ma ci sono anche delle regole». «Questo - ha affermato - è educativo e mi
pare che sia l’esempio di quello che è un processo inevitabile, necessario e irrinunciabile
d’integrazione».
Certo, ha aggiunto il presidente della Cei, «le condizioni di povertà e di miseria non aiutano la
convivenza perché possono acuire paure, aspettative e reazioni» e, tra queste condizioni,
l’emergenza abitativa è al primo posto, assieme al lavoro. «Il problema della casa - ha affermato
ancora il porporato - è un problema crescente» e rappresenta «un’emergenza a cui bisogna dare
assolutamente una risposta urgente, sia per quanto riguarda gli alloggi disponibili, che spesso ci
sono ma sono vuoti, sia per quanto riguarda gli affitti». Affitti, che troppe volte, sono "stratosferici".
«Ci sono famiglie - ha proseguito - che non riescono, e non possono oggettivamente pagare certi
affitti» e in simili circostanze «non è possibile pretendere il pagamento, soprattutto quando la
proprietà è di enti pubblici».
In merito alla campagna "Zero poverty", lanciata dalla Caritas, per far conoscere la povertà e per
rendere consapevoli che l’esclusione sociale non è un destino ineluttabile, il cardinale Bagnasco
ha spiegato che si tratta di «una iniziativa per sollecitare le autorità europee ed i singoli Stati
membri al fine di attivare politiche sempre più incisive, concrete ed efficaci per il tema della
povertà». Tra gli obiettivi, infatti, vi sono quello di dimezzare, entro il 2015, il numero di minori che
vivono in condizione di povertà, garantire a tutti un minimo di protezione sociale, aumentare la
fornitura di servizi sociali e sanitari e garantire un lavoro decoroso a tutti.
Proprio per testimoniare la vicinanza della Chiesa a coloro che si trovano in situazione di indigenza
e marginalità, il porporato, nella duplice veste di arcivescovo di Genova e di presidente della Cei,
ha condiviso il pranzo di ieri mattina con gli ospiti della mensa gestita dall’Auxilium ascoltando le
loro storie e dialogando con loro. Il menù di ieri prevedeva pasta e fagioli, carne alla pizzaiola,
frutta ed acqua. Unica eccezione rispetto al pranzo standard, è stato il dolce, un tartufo bianco,
gentilmente offerto per l’occasione da uno dei fornitori abituali della mensa.
Durante la presentazione sono stati presentati anche alcuni dati raccolti dall’Osservatorio
diocesano delle povertà e delle risorse. Secondo le ultime stime il 65% delle erogazioni della
diocesi di Genova in aiuto alle persone ha riguardato nel 2009 le spese per la casa e per la sua
gestione, mentre si è abbassata a 45 anni l’età media delle persone senza una dimora. Lo scorso
anno anno, inoltre, si sono rivolte ai centri di ascolto vicariali 5.702 persone per la maggior parte
(80%) donne. Tra coloro che hanno chiesto aiuto il 50% sono italiani. Solo l’Auxilium segue
annualmente oltre 1000 persone (522 sono senza fissa dimora) con un aumento medio annuale di 160 unità.
Adriano Torti
AVVENIRE, 16 FEBBRAIO 2010

25 feb 2010

Piani di Riqualificazione delle Periferie e politiche abitative. CGIL CISL UIL ai Comuni di Capitanata: “Procedere con la concertazione per cantierizz

lunedì 15 febbraio 2010
“Accelerare i tempi per attuare i PIRP in Capitanata”. CGIL CISL e UIL provinciali chiedono alle Amministrazioni Comunali della provincia di Foggia che hanno sottoscritto gli accordi di programma di riqualificazione delle periferie urbane (PIRP), di accelerare i tempi per arrivare quanto prima all’apertura dei cantieri e sollecitano gli Enti ritardatari a completare le procedure per giungere anch’essi alla definizione dei progetti presentati e già approvati dalla Regione.

I Piani Integrati di Riqualificazione delle Periferie sono stati finanziati con la legge regionale del Piano Casa e con i fondi FERS. “Si tratta di un primo risultato positivo – evidenziano le segreterie territoriali CGIL, CISL e UIL - scaturito dalla concertazione tra organizzazioni sindacali e governo regionale che mira, da un lato, alla spendibilità delle risorse disponibili per creare nuove opportunità di lavoro e, dall’altro, a rendere vivibili le periferie degradate”.

In provincia di Foggia, i Comuni che hanno sottoscritto gli accordi con la Regione Puglia sono: Foggia, Torremaggiore, Biccari, Ascoli Satriano, Troia, Candela, Manfredonia, Ortanova, Stornarella, Carlantino. Per gli altri Enti con progetti PIRP approvati (tra cui Cerignola, San Severo, Lucera, Sannicandro, San Giovanni Rotondo, Zapponeta, Stornara) la sottoscrizione potrà avvenire appena completata la documentazione richiesta dalla Regione.

I Segretari confederali di CGIL, CISL e UIL, Salvatore Castrignano, Carla Costantino, Sante Ruggiero, evidenziano “la necessità di procedere con speditezza alle procedure d’appalto da parte dei Comuni assegnatari dei finanziamenti. In questa direzione, è fondamentale – sottolineano i Segretari provinciali – attivare preventivamente, con le relative Amministrazioni comunali, gli specifici tavoli di concertazione, finalizzati alla migliore definizione delle modalità di esecuzione dei PIRP ed al rispetto dei prioritari bisogni sociali, urbanistici, ambientali delle comunità interessate”.

Secondo i sindacati confederali di Capitanata, “è indispensabile promuovere e sostenere politiche di housing sociale con iniziative di risanamento e rilancio urbanistico, che dovranno consentire ai Comuni una disponibilità di un numero adeguato di alloggi da destinare ai meno abbienti”. Inoltre, le organizzazioni sindacali, sottolineano che, “da parte degli Enti Locali, dovrà essere data la massima attenzione, come previsto dalle norme, alla valutazione dell’idoneità delle imprese che andranno ad eseguire le opere, sia a tutela dei lavoratori impiegati, che contro ogni forma di lavoro illegale e per la sicurezza”.

25 nov 2009

DOCUMENTO CONCLUSIVO CONSIGLIO GENERALE

Roma, 24 novembre 2009

Il Consiglio Generale del Sicet, riunito a Roma il 24 novembre 2009, ascoltata la relazione del Segretario Generale, Guido Piran, la approva con l’arricchimento dei contributi dell’ampio dibattito.
Il Consiglio Generale constata la totale assenza di sostegno economico e finanziario da parte dello Stato al comparto abitativo pubblico, nonostante le gravi conseguenze economiche e sociali della crisi stiano colpendo con particolare virulenza le fasce più deboli della popolazione che vive in affitto.
Al contrario, la legge finanziaria per il 2010 prosegue nella riduzione delle risorse del Fondo di sostegno all’affitto, che dalla sua introduzione (anno 1999) ha visto dimezzare le somme stanziate rappresentando, attualmente, l’unico ammortizzatore sociale del caro affitti.
Mentre è all’ordine del giorno del Governo la possibilità di indirizzare risorse, quelle poche disponibili, alla rendita immobiliare attraverso la modifica dell’imposizione fiscale sui redditi da locazione (cedolare secca) senza nessuna previsione di detrazioni fiscali per gli inquilini.
Il Consiglio Generale del Sicet ritiene necessari ed urgenti la promulgazione di un insieme di provvedimenti legislativi ed economici a favore gli inquilini. In particolare un nuovo regime delle locazioni private che preveda un unico sistema contrattuale a canone concertato, in cui lo Stato favorisca la contrattazione tramite forti convenienze fiscali a favore dei proprietari e degli inquilini.
In questo senso il Consiglio Generale del Sicet decide di sostenere attivamente tutte le iniziative di mobilitazione della Cisl per la riforma fiscale che si svolgeranno nei territori a partire dal 27 novembre prossimo.
In particolare il Consiglio Generale Sicet, condividendo l’obiettivo della Cisl di introdurre nuove misure fiscali a sostegno della famiglia, ritiene necessario rivendicare efficaci azioni di contrasto al caro affitti che pesa notevolmente sul reddito dei lavoratori e dei pensionati.
Il Consiglio Generale del Sicet nel denunciare le conseguenze antisociali prodotte dalla fortissima evasione ed elusione fiscale nel Paese, che ammonta ad un quinto della ricchezza prodotta, propone l’introduzione della tracciabilità nei pagamenti dei canoni di locazione, con modalità che provochino un conflitto di interessi tra le parti, ciò è attuabile attraverso una congrua detrazione dal reddito degli inquilini dei fitti pagati, tale da rendere conveniente l’emersione del nero e recuperare risorse da indirizzare alle politiche abitative pubbliche.
Alla luce dell’importante convegno organizzato dal Sicet a Napoli, in occasione della Giornata Internazione dell’Inquilino, il Consiglio Generale del Sicet ritiene urgente per le regioni meridionali l’avvio di interventi di coesione sociale, che contengano programmi di ampliamento dell’offerta abitativa di edilizia sovvenzionata, recuperando patrimonio tramite programmi di riqualificazione e rigenerazione delle periferie urbane sostenuti dai fondi europei e dai fondi aree sottoutilizzate. Tali investimenti oltre all’impatto sociale avrebbero una rilevante funzione anti crisi.
Il Consiglio Generale del Sicet ritiene indispensabile sviluppare sinergie comuni con la Cisl, anche in continuità con la manifestazione nazionale confederale del 10 ottobre u.s. al fine di rimuovere derive xenofobe e razziste che discriminano sull’accesso all’welfare abitativo dei cittadini extracomunitari.

APPROVATO ALL’UNANIMITA’

10 set 2009

5 ottobre 2009 - Giornata internazionale degli inquilini

Lo IUT (Unione Internazionale degli Inquilini), alla quale il Sicet aderisce, organizza per il prossimo lunedì 5 ottobre 2009 "La giornata internazionale degli Inquilini e dell'Ambiente" che vedrà iniziative di sensibilizzazione, al grave problema abitativo in tutto il mondo.
Gli eventi principali saranno:
a livello internazionale, un convegno al Parlamento Europeo di Brusseles dal titolo "Affrontare la crisi finanziaria con un nuovo piano di affitto sostenibile" con la partecipazione di istituzioni e parti sociali di tutto il mondo, dove è previsto anche un intervento del Sicet;
in Italia, a Napoli, un momento di dibattito sul tema
"Per superare il disagio abitativo nel Mezzogiorno: edilizia pubblica, riqualificazione dei quartieri, rilancio dell'economia" con interventi degli amministratori regionali, della Cisl e del Sicet.

4 set 2009

Variazione negativa dell’indice Istat di Luglio 2009


Il SICET precisa il concetto di ”aggiornamento”

Nei giorni passati è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale da parte dell’Istat, l’indice dei prezzi al consumo per il periodo luglio 2008 – luglio 2009 che è stato negativo: (- 0,1%). Questo andamento deflattivo si è ora verificato per la prima volta da quando sono state introdotte norme per il periodico aggiornamento dei canoni.

Nel dibattito sull’applicazione della variazione avanziamo alcune nostre considerazioni.
Preliminarmente è necessario ribadire che con l’abrogazione dell’art. 24 della legge 27 luglio 1978 n. 392 (l’equo canone) che disciplinava nel dettaglio, tempi e modi per l’aggiornamento annuale degli affitti, nei nuovi contratti liberi stipulati ai sensi dell’art. 2, comma 1 della legge 9 dicembre 1998 n. 431 (della durata di anni 4+4) l’aggiornamento diventa una facoltà delle parti.
Per essere fatta valere tale abrogazione deve essere disciplinata nel contratto.
In assenza di specifica pattuizione nulla è dovuto per eventuali variazioni degli indici Istat.
Per i contratti liberi, quindi, la questione va affrontata in via particolare muovendo dal contenuto delle specifiche pattuizioni intervenute.

Al contrario, per le altre tipologie:
- contratti ad uso abitativo concordati, ai sensi dell’art.2, comma 3 della legge 431/98 (della durata di anni 3+2);
- contratti stipulati ai sensi delle precedenti normative;
- contratti di locazione ad uso diverso
è previsto, dalle norme, dai tipi contrattuali e dagli accordi territoriali, l’aggiornamento del canone nelle percentuali stabilite sulla base delle variazioni accertate dall’ISTAT.

Da una analisi lessicale del termine usato dal legislatore
Non ci pare che sussistano molti dubbi sulla volontà di ancorare il canone di locazione ad un andamento economico da accertare a cura dell’Istituto di Statistica sulle variazioni dei prezzi al consumo di un paniere di beni e servizi. Il concetto di aggiornamento ha in sé il significato di variazione, e cioè non solo ed esclusivamente nel senso dell’aumento. Se fosse stato solo questo il volere del legislatore, non si sarebbe utilizzato il termine aggiornamento (che implica il mantenimento di un valore in funzione dell’andamento generale ed al variare dei tempi) bensì semplicemente quello di aumento annuale del canone.

Art. 32 della legge 392/78
Questo articolo della legge prevede l’aggiornamento del canone per le locazioni ad uso diverso e disciplina l’ipotesi di una variazione che possa essere positiva o negativa. Tant’è che solo per le variazioni in aumento è posto il limite all’aggiornamento che non potrà essere superiore al 75% dell’indice. Questa lettura potrebbe indurci a ritenere l’ipotesi che tale misura di riduzione dell’indice, al 75%, non si debba applicare nella fattispecie di variazioni deflattive come quella di luglio. A nostro parere è anche da sottolineare il principio di uguaglianza che dovrebbe guidare nell’interpretazione della norma. Anche in ragione di una interpretazione costituzionalmente orientata dovrebbero essere applicati sia gli incrementi determinati dall’inflazione che le riduzioni dovute alla deflazione.

Art. 6, comma 6 della legge 431/98
Altro riferimento utile sulle variazioni dell’indice Istat è anche l’art. 6, comma 6 della legge 431/98, in cui si prevede che durante i periodi di sospensione delle esecuzioni nelle procedure di sfratto, i conduttori sono tenuti a corrispondere il canone, al quale si applicano automaticamente ogni anno gli aggiornamenti in misura pari al 75% della variazione ISTAT, l’importo poi viene maggiorato del 20%. Anche in questa fattispecie ci pare inequivocabile la ratio del legislatore di conferire al corrispettivo la natura di una sorta di debito di valore, che così come viene rivalutato, ben dovrà essere devalutato.

Beneficio economico per l’inquilino.
In conclusione: i canoni sono da aggiornare in riduzione.
Un ulteriore problema applicativo da rilevare è rispetto alla procedura di aggiornamento del canone. La sua automaticità oppure la necessità di una comunicazione scritta. Questo dipende in modo dettagliato e specifico dal tenore della clausola contrattuale. In ogni caso deve essere valutato correttamente anche il beneficio economico per l’inquilino derivante dalla riduzione del canone per evitare che ad esempio i costi siano superiori ai benefici. Si suggerisce in ogni caso la formulazione di una richiesta di aggiornamento del canone in riduzione con comunicazione da inviare anche nel caso di aggiornamento automatico.

Per maggiori informazioni potete contattare la sede del SICET di Foggia

22 lug 2009

FACEBOOK

Anche il SICeT di Foggia entra in Facebbok, uno dei social network più famosi del mondo.

L'informazione agli utenti avviene in molteplici modi; quello di entrare in un mondo così popolato permetterà di dare informative, consigli e soluzioni a chi riterrà opportuno attingere alle competenze degli operatori del SICeT di Foggia.

Buona navigazione!

21 lug 2009

COMUNICATO STAMPA del 21/07/09

Piano Casa del Governo - Il SICET: non incontra la domanda, serve una risposta diversa, con più edilizia residenziale pubblica

“Sarebbe una manna avere 100 mila alloggi di edilizia residenziale pubblica in 5 anni ma purtroppo non sarà così”. Questo il commento di Guido Piran Segretario Generale del SICET alla firma del DPCM sul Piano Casa, da parte del Presidente del Consiglio Berlusconi. Continua il Segretario del SICET: “il Piano non è quello degli ampliamenti in edilizia bensì l’avvio di un percorso finanziario che costituendo un sistema di fondi immobiliari, a livello nazionale e regionale, assieme ad agevolazioni urbanistiche, edilizie e fiscali allo scopo di immettere sul mercato un’offerta in affitto a canoni di mercato e abitazioni destinante alla vendita. Un insieme di prodotti immobiliari di cui il mercato già abbonda e che non riesce a collocare. Il fallimento di molte società del settore ne è un esempio, i dati sull’invenduto un altro ”. Piran ricorda che il peggioramento delle condizioni economiche nel Paese colpisce duramente chi vive in affitto. “Il Governo fa altro rispetto ciò che serve. E’ urgente dare una soluzione al milione di famiglie che vive nella precarietà abitativa. 650 mila richieste di casa pubblica, 150 mila sfratti e 350 mila domande di contributo nelle locazioni. Sono anziani, monoreddito, giovani ed immigrati”. La strada da intraprendere difficilmente può essere quella di un superamento del modello di welfare abitativo basato sull’edilizia pubblica a canone sociale passando ad un sistema di società immobiliari finalizzate all’investimento finanziario che non ha alcun nesso con la domanda sociale della casa.“Chiediamo con forza” conclude il Segretario del SICET che il Governo, prima di partire con gli strumenti operativi del Piano: gli accordi di programma, apra un confronto coinvolgendo i Sindacati, le Regioni, i Comuni e gli ex IACP”.

3 lug 2009

IN ITALIA C’E’ FAME DI CASE MA 5 MILIONI SONO VUOTE

articolo di Guido Piran, Segretario Generale Sicet
pubblicato sul quotidiano "Avvenire" del 3 luglio 2009

Sempre più case senza persone e sempre più persone senza casa. Sembra un paradosso ma in Italia la situazione abitativa è questa con oltre 5 milioni di alloggi vuoti. Negli ultimi 10 anni si è costruito molto nel settore residenziale ma allo stesso tempo sono aumentanti a livelli preoccupanti le famiglie che stanno perdendo l’alloggio.

Il prossimo 30 giugno era prevista, slittata al 31-12-2009 la scadenza dell’ultima proroga sugli sfratti: l’ennesima di una lunga serie. Questa riguarda esclusivamente gli inquilini più deboli e solo per i provvedimenti per finita locazione che rappresentano il 10% del totale. Questo sistema di tutela non opera in tutto il Paese ma solo nei comuni capoluogo di provincia, in quelli confinati con più di 10 mila abitanti ed in quelli definiti ad alta tensione abitativa. I soggetti deboli per il blocco sono le famiglie con reddito imponibile inferiore a 27 mila euro annui con la presenza di ultrasessantacinquenni, invalidi, malati terminali portatori di handicap e nuclei con figli a carico. Durante la sospensione gli inquilini oltre al canone debbono pagare anche una maggiorazione del 20%.

I primi dati del Viminale di analisi del problema, ancora parziali mancando all’appello ancora molti provvedimenti, segnano una forte crescita del fenomeno. Nel 2008 gli sfratti convalidati sono stati quasi 54 mila, il 17% in più rispetto al 2007. Quelli eseguiti: 25 mila con + 11% in più e le richieste di esecuzione salite del 26% sono quasi 140 mila. Purtroppo a parere del SICET questi dati già drammatici sono destinati a salire ancora per il 2009 con una stima tra il 20 e il 30%. Analizzando alcune città. A Venezia, gli sfratti emessi salgono del 261%. In Emilia, Modena vede un + 50% delle richieste di esecuzione. Mentre a Roma il medesimo dato tocca quota 53 mila che segna un + 171%. Dati preoccupanti a Napoli con 1800 esecuzioni di sfratto e la Puglia dove l’emergenza è più marcata con aumenti a tre cifre. Palermo e Catania ai primi posti in Sicilia con rispettivamente 1700 e 2400 sfratti.

Questo fenomeno della morosità è il risultato dell’assenza di politiche strutturali ai vari livelli istituzionali sull’offerta abitativa e la continua introduzione di norme contingenti ed emergenziali ha solo spostato in avanti il problema complessivo della casa senza, salvo qualche sporadico tentativo, affrontarlo in maniera strutturale.

Infatti la questione degli sfratti deve essere analizzata in un contesto più generale che riguarda complessivamente la questione abitativa. Il quadro è legato al fortissimo differenziale tra la domanda di un alloggio da parte delle famiglie più deboli del Paese sul piano economico e l’offerta attuale, completamente slegata da queste dinamiche, essendo ancorata esclusivamente alle richieste di rendimento che ha il mercato.

I problemi sono quelli dell’edilizia pubblica in cui si va a collocare la domanda di alloggi dei nuclei più deboli 650 mila ogni anno e la cronica assenza di risposta. Gli affitti privati che presentano un modello duale liberistico-contrattuale dove le condizioni normative e di convenienza fiscale fanno prevalere il primo. Ed è in questo settore che sono rappresentate le maggiori disfunzioni del sistema dove, nello sfratto, è assente qualsiasi modello di accompagnamento sociale. Gli inquilini sfrattati vengono lasciati a se stessi, salvo pochi fortunati in cui il comune abbia le condizioni di trovare una soluzione.

Nella crisi è cresciuta l’incidenza dell’affitto sul reddito delle famiglie che nelle città metropolitane vede una percentuale che va tra il 50 e il 70% e conseguentemente lo strumento del fondo sostegno per la locazione è sempre più inefficace. I motivi sono legati ad una fortissima riduzione dell’intervento statale che in 10 anni ha visto dimezzare i finanziamenti. Ma anche il ruolo di comuni e regioni, tranne qualche caso virtuoso come quello Lombardo, ha visto questi enti assenti nel cofinanziare il sistema, oltre a tempi di erogazione biblici, in ritardo di parecchi anni.

La questione complessiva degli sfratti e del sistema dell’affitto penalizza pesantemente le famiglie italiane. Ricordando che nel settore dell’affitto sono collocate quelle con i redditi più bassi: oltre il 66% ha un reddito familiare inferiore a 20 mila euro annui. La morosità aumenta in un sistema di mercato che negli ultimi 10 anni ha visto crescere i canoni del 135%. Con un canone medio per una locazione in essere di 750 euro mese e una richiesta media del mercato di 1.150 euro mese.
Ma il problema della casa e i redditi in forte diminuzione stanno penalizzando in particolare i giovani e gli anziani. Per i primi, con le difficoltà nell’entrata nel mercato del lavoro, non è ipotizzabile una casa in proprietà. Ma il caro affitti non gli consente poi di costruirsi un progetto di vita autonomo dai genitori, attraverso una nuova famiglia, ma nemmeno di realizzarsi sul piano professionale, in quanto nei territori a maggior disponibilità di occupazione, i canoni raggiungono livelli pari o di poco inferiori ai salari percepiti. Per la media dei pensionati l’affitto poi rappresenta la maggior difficoltà, impedendo loro di poter condurre una vita serena e dignitosa. Moltissimi gli anziani che ogni giorno si trovano con il dilemma tra risparmiare per l’affitto o poter acquistare la spesa. Lo sfratto rappresenta per loro sempre un dramma che anche nel caso di soluzione li segna per il futuro. Ma anche per le famiglie in crisi che si separano la casa è una difficoltà insormontabile con la necessità di riuscire a trovare per il coniuge non assegnatario una abitazione accessibile al reddito.

La motivazione principale dello sfratto si è completamente rovesciata negli ultimi 10 anni. Dalla necessità del proprietario e dalla finita locazione si è passati oggi alla quasi totalità per morosità. Su questo fenomeno è necessario che Governo e Parlamento si interroghino per comprendere la trasformazione avvenuta, con un mercato dell’affitto non regolato che ha impoverito oltre 5 milioni di famiglie italiane e che oggi con la crisi non sono in grado di poter pagare gli affitti privati richiesti. Ed è su questo che oggi bisogna intervenire. Non basta solo una proroga degli sfratti che sposti ancora una volta il problema di sei o dodici mesi e solo per qualche migliaio di famiglie indigenti e malate. Intervenire seriamente significa che in una fase eccezionale dell’economia servono anche negli sfratti misure eccezionali. La proroga deve essere allargata anche alla morosità altrimenti non serve a nulla. Vanno poi programmati interventi strutturarli sulle politiche abitative. Per ridurre gli sfratti serve una nuova legge sulle locazioni private che abbia come modalità contrattuale quella del canone concordato. Accompagnata dalla detrazione del 50% del canone per l’inquilino, con una fiscalità di vantaggio per il proprietario attraverso una tassazione unica dei redditi da locazione. Deve poi essere allargata l’offerta delle abitazioni di edilizia residenziale pubblica con un programma pluriennale, iniziando dall’immediato trasferimento alle regioni e ai comuni dei fondi per l’emergenza abitativa per gli sfrattati: i 550 milioni di euro previsti nel 2007 con la legge 9, che efficacemente coniugava sospensione dei provvedimenti e programmazione delle soluzioni abitative. Serve anche una inversione al taglio dei contributi per l’affitto con una dotazione di almeno 500 milioni di euro.
Solo una serie di misure di contrasto al disagio abitativo come quelle indicate potrà permettere al Paese di non dover discutete tra sei mesi ancora di una proroga degli sfratti e iniziare a superare l’emergenza abitativa.

19 giu 2009

COMUNICATO STAMPA - Sicet e Cisl: “Favorevoli alla vendita degli alloggi comunali, ma solo per finanziare nuova edilizia residenziale pubblica”




Foggia, 19 giugno 2009

“La vendita degli alloggi del comune di Foggia è un’iniziativa positiva, ma non può essere l’occasione per consentire, come ipotizzato dal CDA della società “Foggia cartolarizzazione”, l’ingresso di nuova finanza nelle casse comunali”. E’ quanto affermano Angelo Sgobbo, segretario territoriale del Sicet (Sindacato Inquilini Casa e Territorio), e Carla Costantino, segretario territoriale della CISL, in merito all’annuncio, dato dal comune capoluogo (per la quarta volta in tre anni), di avvio delle procedure di vendita degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP). A tal proposito, Sicet e Cisl di Foggia ribadiscono ed ammoniscono al “rispetto dell’obbligo di legge che tale operazione sia indirizzata a reinvestire il ricavato per la costruzione di nuovi alloggi popolari, vista anche la notevole e crescente domanda abitativa”. Sicet e CISL confermano quindi il proprio assenso “alla possibilità per gli inquilini delle case comunali d’acquistare le abitazioni in cui vivono a prezzi inferiori a quelli che il mercato oggi impone (il risparmio sarà del 30% del valore di mercato dell’immobile). Soprattutto considerato – continuano i sindacati - il momento delicato che il sistema economico sta attraversando, che ha ulteriormente impoverito le fasce deboli della società, le quali non riescono più ad accedere ai mutui casa, né possono permettersi fitti in esponenziale aumento, come rilevato dall’incremento, nell’ultimo anno, delle procedure di sfratto, che nella città di Foggia sono cresciute del 121%”. Pertanto, pur accogliendo favorevolmente la vendita degli alloggi attraverso un canale di sconti per chi abita questi alloggi, Sicet e Cisl di Foggia sono “fortemente contrarie a destinare il ricavato della vendita dei circa 800 alloggi, per un introito non inferiore a 40 milioni di euro, al risanamento di un bilancio comunale sempre più in rosso. Si tratta - secondo i segretari Sgobbo e Costantino - di un operazione che la legge non consente, ed alla quale già l’Assessore regionale all’Urbanistica ha negato l’assenso in altre occasioni. Lo scenario di grande emergenza abitativa rende più necessario – rilevano Sicet e Cisl di Foggia - un incremento del patrimonio di ERP e non di smobilitazione. Vista la recente normativa e le risorse messe in campo dalla Regione Puglia – concludono i sindacati - ci sono margini positivi, utilizzabili anche nel breve periodo”.

Interviste al Segretario Generale del SICET - Guido PIRAN


RAI TRE

RADIO 1 - GR1 del 18/06/09

17 giu 2009

Dichiarazione di Guido Piran Segretario Generale SICET

“CASA: BOOM SFRATTI MOROSITA’

SONO 140 MILA LE RICHIESTE DI ESECUZIONE

E CON LA CRISI CRESCERANNO ANCORA” !

Dice Guido Piran Segretario Generale del sindacato inquilini della CISL commentando i dati provvisori del Ministero dell’Interno sugli sfratti. “La crisi economica sta colpendo pesantemente le famiglie in affitto, uno dei segmenti sociali più deboli. I loro redditi annui, per il 66% sono inferiori a 20 mila euro, e quindi con il livello del caro affitti del mercato privato era prevedibile una fortissima crescita degli sfratti per morosità che rappresenta ormai l’unica motivazione dei provvedimenti”. Continua PiranLe richieste di esecuzione hanno raggiunto quota 140 mila. E’ un dato però destinato a crescere, visto che i dati del Ministero dell’ Interno sono provvisori, mancando all’appello ancora molti provvedimenti e non comprendendo tutte le città”. Una elaborazione del SICET segnala che tra il 2007 e il 2008 i provvedimenti emessi sono cresciuti del 20% mentre le richieste di esecuzione hanno visto un aumento del 30%. Gli sfratti eseguiti in Italia nel 2008 sono stati 25 mila, oltre il 12% in più sull’anno precedente, il 90% a causa della morosità .

Analizzando alcune città. A Venezia, gli sfratti emessi salgono del 261%. In Emilia, Modena vede un + 50% delle richieste di esecuzione. Mentre a Roma il medesimo dato tocca quota 53 mila che segna un + 171%. Dati preoccupanti a Napoli con 1800 esecuzioni di sfratto e la Puglia dove l’emergenza è più marcata con aumenti a tre cifre. Palermo e Catania ai primi posti in Sicilia con rispettivamente 1700 e 2400 sfratti.

“Il 2009 sarà peggiore” continua Il segretario del SICET “dal nostro osservatorio prevediamo una ulteriore crescita per i provvedimenti di sfratto, stimabile tra il 15 e il 20% e tutta nel capitolo della morosità. Nel settore dell’affitto vivono le famiglie italiane più deboli economicamente, quelle che negli anni del boom non sono riuscite ad acquistare la casa e vedono una forte riduzione dei redditi precari” .

Per Piran: “l’occasione della prossima scadenza della proroga degli sfratti del 30 giugno deve essere colta per comprendere anche la morosità. Il problema poi, non deve essere solo rinviato di qualche mese, è necessario che il Governo e il Parlamento intervengano con misure che riducano questo dramma. Serve un fondo di contributi per l’affitto con più risorse e una maggiore offerta di case di edilizia pubblica assieme ad una nuova legge sulle locazioni private che riduca il costo degli affitti”.

Roma, 17 giugno 2009

9 giu 2009



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8 giu 2009

Manifestazione nazionale indetta dalla FNP CISL


Il SICET aderisce alla manifestazione nazionale
indetta dalla FNP CISL
per l’11 giugno 2009 a Roma a Piazza del Popolo

condividendo

• la necessità di un generale recupero dei redditi da pensione sull’inflazione reale
• la realizzazione di un sistema di welfare inclusivo rivolto in particolare alle persone non autosufficienti

Il SICET individua all’interno delle proprie strategie
un particolare settore d’intervento
contro la non autosufficienza abitativa della popolazione anziana,
che può essere causata da:

• Non autosufficienza economica;
• Non autosufficienza psico-fisica conseguente a problemi di salute;
• Inadeguata localizzazione dell’alloggio nel tessuto urbano;
• Insufficiente accessibilità, fruibilità e funzionalità dell’alloggio in relazione alle esigenze individuali o familiari.

Un’incisiva azione nei confronti della qualità abitativa, pur non essendo risolutiva di tutti i complessi problemi della non autosufficienza, costituisce un elemento qualificante dell’intervento politico e sindacale a favore degli anziani.
In particolare il SICET propone:
- Di ridurre l’incidenza degli affitti sul reddito delle famiglie attraverso la riforma della legge sulle locazioni private, attraverso un’unica tipologia contrattuale a canone concordato, favorendo gli accordi territoriali con premialità fiscali ai proprietari e detraibilità dell’affitto per gli inquilini;
- Di aumentare lo stanziamento per il Fondo sostegno all’affitto fino a 500 Milioni di euro l’anno per aiutare le famiglie incapienti e in difficoltà economica;
- La regolazione in sede locale dell’utilizzo della forza pubblica nella esecuzione di tutte le tipologie di sfratto garantendo il passaggio da casa a casa;
- Di aumentare la dotazione di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata a canone sociale commisurato al reddito delle famiglie;
- La realizzazione di un programma di interventi di rigenerazione urbana dei quartieri popolari e delle periferie in crisi, per la riqualificazione ambientale ed energetica, e la dotazione di servizi sociali, da realizzare con il coinvolgimento della popolazione nella progettazione partecipata e democratica.

Il SICET si appella

ai gruppi parlamentari, alle rappresentanze sociali, alle associazioni del volontariato sociale, in particolare a quelle che agiscono in difesa dei più poveri e degli anziani in difficoltà, affinché facciano sentire la propria voce per modificare l’impostazione del Piano casa del Governo, per impedire un’ulteriore cementificazione del territorio e indirizzare le risorse alla soluzione delle problematiche economico/sociali collegate alla non autosufficienza abitative della popolazione anziana.

28 mag 2009

Intervento del Segretario Generale Sicet, Guido Piran, al XVI Congresso Nazionale Cisl


Vi parliamo di casa

Vi parliamo di casa perché nel nostro Paese ci sono troppe case senza persone e troppe persone senza casa.

In Italia ci sono 380.000 abitazioni costruite negli ultimi 3 anni, o attualmente in costruzione, che sono o resteranno vuote.

Coerentemente il governo fa un decreto per ingrandire le case grandi e poco abitate.

Vi parliamo di casa perché dall’ultimo congresso confederale ad oggi in Italia sono state richieste 444.706 esecuzioni di sfratto e 187.378 famiglie sono state sloggiate.

In Italia 2.700.000 famiglie sono in difficoltà abitativa e 1.000.000 di famiglie sono in grave emergenza alloggiativa.

Vi parliamo di casa perché nel nostro Paese chi perde la casa prima ha già perso qualcos’altro: il lavoro, la salute, la famiglia……..

E, perdendo la casa perde altri diritti: come il diritto all’energia, all’acqua, all’informatica, alla privacy……

Vi parliamo di casa perché in Europa la prima ragione di esclusione sociale è la povertà abitativa.

E in Italia, da 10 anni non si stanziano risorse pubbliche per la politica abitativa.

Nel nostro Paese, dove c’è il lavoro non ci sono le case a prezzo compatibile con i redditi dei lavoratori, che per trovare lavoro devono lasciare la loro casa.

Vi parliamo di casa perché nel nostro Paese le famiglie che si separano non trovano case a prezzi accessibili, allo stesso modo non trovano case a prezzi sostenibili i giovani che la famiglia la vogliono costituire.

Vi parliamo di casa perché i lavoratori stranieri immigrati in Italia per avere il permesso di soggiorno devono avere una casa, e per avere una casa devono avere il permesso di soggiorno, quale per primo?

Il governo ha fatto il piano casa ponendo tra i destinatari gli immigrati stranieri, però fino a quando non avranno dieci anni di anzianità di residenza in Italia non ne potranno usufruire. E mentre non possono comprare o affittare una casa del Piano, per dieci anni non potranno nemmeno partecipare ai bandi del fondo sostegno all’affitto.

La maggioranza di Governo ha anche definito il reato di immigrazione clandestina. E manda in galera chi lucra affittando la casa ai clandestini.
Se un cittadino straniero perde il lavoro, o gli scade il permesso di soggiorno, il padrone o lo scaccia di casa o rischia l’arresto.

Vi parliamo di casa perché le città sono sempre più periferie infinite, lontane dal centro cittadino, dai servizi pubblici, dai centri decisionali.

E sono invivibili sia per gli anziani, sia per i bambini; sia per i giovani, sia per le famiglie.

Il Presidente del Consiglio dice che vuole fare le “new town” sull’esempio di Milano 2. Avete provato ad andare a Milano 2 con i mezzi pubblici? Qualcuno dovrebbe dire a Berlusconi che non tutti gli anziani come lui hanno la macchina con l’autista privato.

Vi parliamo volentieri di casa perché la piattaforma del SICET si incastona perfettamente nella relazione di Bonanni.

Le nostre richieste:
“La riforma della legge sulle locazioni private, riservando all’abitazione principale un unico regime contrattuale basato sugli accordi territoriali tra organizzazioni della proprietà e sindacati degli inquilini su tutto il territorio nazionale.
Questa forma contrattuale deve essere sostenuta da premialità fiscali a favore del proprietario e dell’inquilino.

La legge dovrà inoltre prevedere un dispositivo per la graduazione e programmazione locale della concessione della forza pubblica su tutti i provvedimenti di sfratto.

Aumento della dotazione annua del fondo di sostegno all’affitto fino a 500 milioni di euro.

Una legge quadro nazionale sul welfare abitativo che stabilisca l’esigibilità del diritto all’alloggio nei confronti della Pubblica Amministrazione da parte delle famiglie cui sono accertate le condizioni per l’accesso. Il diritto deve essere assicurato in condizioni di vivibilità ambientali e urbana ad un costo del pubblico servizio proporzionato ai mezzi del nucleo famigliare.
La legge quadro dovrà riferirsi ai livelli essenziali delle prestazioni in materia di welfare abitativo per promuovere e garantire la convergenza delle legislazioni regionali su criteri d’accesso e standard di servizio dell’offerta abitativa pubblica uniformi in tutto il territorio nazionale. I finanziamenti saranno definiti in relazione ai “fabbisogni standard” come previsto dalla riforma del federalismo fiscale.

Una legge urbanistica nazionale d’indirizzo in materia di governo del territorio, che regoli la politica dei servizi e dello sviluppo locale, salvaguardi la sostenibilità urbana egli usi pubblici del suolo, organizzi politiche integrate sulle periferie e le aree urbane in crisi e introduca modelli partecipativi di progettazione urbanistica”.


In conclusione:
vi abbiamo parlato di casa perché la crisi ha messo allo scoperto tematiche sociali che l’ubriacatura liberista degli ultimi 15 anni aveva tenuto nascosto. La povertà, la vulnerabilità sociale, l’esclusione, il razzismo, salgono agli onori delle cronache solo quando la Caritas presenta i suoi rapporti periodici. Il SICET ne è testimone quotidiano nella sua opera di sensore sociale, vivendo quotidianamente tra i quartieri delle periferie urbane in crisi.

I valori ricordati dal Segretario Generale a conclusione della relazione al Congresso sono gli stessi a cui si riferisce il SICET nella sua azione di tutela e di contrattazione dei miglioramenti delle condizioni di vita dei portatori dei bisogni abitativi.

Infine, proponiamo alla segreteria confederale che sarà votata sabato di ricorrere al giudice delle leggi per far annullare le norme xenofobe che impediscono ai cittadini e ai lavoratori stranieri extracomunitari l’accesso al welfare abitativo. Bonanni ha detto che il welfare deve essere universalmente disponibile, dimostriamo concretamente la nostra coerenza.

9 mag 2009

Intervista al Segretario Generale del SICeT Nazionale Guido PIRAN, alla vigilia dell'ultimo Congresso del Sindacato degli Inquilini della CISL